Un progetto nato per costruire nuove opportunità
Dall'esperienza alla costruzione di un nuovo percorso
L’idea di R.I.S.A. nasce dall’esperienza maturata dal suo ideatore (volontario Mario Pellicci) attraverso due significativi percorsi di volontariato: quello svolto all’interno della Casa Circondariale “Don Bosco” di Pisa e quello vissuto quotidianamente nel comitato di Pisa della Croce Rossa Italiana.
Il confronto con la realtà penitenziaria ha permesso di comprendere quanto siano importanti occasioni concrete di formazione, responsabilizzazione e partecipazione per le persone che stanno affrontando un percorso di cambiamento. Ogni percorso di reinserimento necessita infatti non solo di sostegno, ma anche di opportunità attraverso cui poter dimostrare capacità, impegno e volontà di contribuire positivamente alla società.
Parallelamente, l’esperienza nella Croce Rossa Italiana ha evidenziato il valore dell’azione umanitaria, della solidarietà e dell’inclusione. Il volontariato rappresenta uno spazio in cui persone diverse possono incontrarsi e collaborare per rispondere ai bisogni della comunità, promuovendo dignità, partecipazione e cittadinanza attiva.
La collaborazione tra Casa Circondariale Don Bosco e Croce Rossa Italiana
R.I.S.A. non rappresenta soltanto un’iniziativa operativa, ma una proposta culturale basata su un principio fondamentale: ogni persona conserva la possibilità di cambiare, apprendere e contribuire positivamente alla società.
Il progetto supera una visione esclusivamente legata alla condizione detentiva e riconosce nella persona la capacità di costruire un nuovo percorso attraverso responsabilità, impegno e partecipazione.
Attraverso il volontariato, la solidarietà diventa uno strumento di inclusione e il servizio agli altri si trasforma in un’occasione di crescita reciproca, sia per chi offre il proprio contributo sia per la comunità che lo accoglie.
R.I.S.A.: un ponte verso il futuro
R.I.S.A. è un ponte tra dentro e fuori, tra fragilità e opportunità, tra il desiderio di riscatto delle persone detenute e la capacità della comunità di accogliere e valorizzare percorsi autentici di cambiamento.
Un ponte costruito attraverso il volontariato, perché la solidarietà non sia soltanto un gesto di aiuto verso gli altri, ma anche uno strumento concreto per creare nuove possibilità di vita e di partecipazione sociale.
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